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ASSOCIAZIONI E ASSOCIAZIONISMO

Associazioni ed onlus umanitarie

 

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CROCE ROSSA ITALIANA (C.R.I.)

La Croce Rossa Italiana ( C.R.I.) è un'Associazione riconosciuta come ente di diritto pubblico dalla Legge n. 70 del 1975.

È una delle realtà assistenziali ed umanitarie di origine più antica e ad oggi, ausiliaria dei poteri pubblici, partecipa a tutti gli sforzi tramite campagne di sensibilizzazione su temi di prevenzione, di educazione, di protezione sanitaria e medico-sociale su tutto il territorio nazionale e non solo. La sua organizzazione è posta sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, sottoposta alla vigilanza dello Stato e sotto il controllo del Ministero della Sanità e del Ministero della Difesa per quanto di competenza. 

La Croce Rossa Italiana è un'associazione di soccorso volontaria senza scopo di lucro, presente su tutto il territorio nazionale attraverso i suoi Comitati Regionali, Provinciali e Locali, tramite la collaborazione di circa 160.000 volontari e 5.000 dipendenti, che assicurano la gestione delle sue oltre mille sedi.

A tal proposito, essa lavora in collaborazione con differenti attori sociali - imprese, associazioni, collettività locali e territoriali, Stato, Unione Europea e organismi dell'ONU – rappresentando un punto di riferimento per le iniziative di azione sociale all’interno dei suoi campi di intervento: salute, solidarietà, soccorsi in Italia e nel mondo. 

Nello specifico la sua opera si svolge, in contesti di pace o di guerra, tramite: 

  • Attività in Emergenza

  • Attività Socio-assistenziali

  • Attività Didattiche

  • Attività Internazionali

  • Attività Sanitarie

  • Diritto Internazionale Umanitario

  • Soccorsi Speciali

  • Servizio Informatica

Ad oggi è impegnata attivamente in un'importante missione in Iraq.

Fanno parte dell’Associazione:  

il CORPO MILITARE CRI, le INFERMIERE VOLONTARIE, i VOLONTARI DEL SOCCORSO, il COMITATO FEMMINILE, i PIONIERI ed i DONATORI DI SANGUE.

 

Le Origini della CRI 

L’originario percorso della CRI nei suoi principi ispiratori prendono le mosse dall’opera di Ferdinando Palasciano, un medico chirurgo di Capua che, giovane ufficiale dell'esercito borbonico durante i moti di Messina del 1848, prestò le sue cure anche ai feriti nemici, nonostante l'ordine tassativo di non curare i ribelli siciliani.   

Tale esperienza, unitamente alle sue convinzioni morali vennero esposte in un celebre discorso nel 1861 che riportò una vasta eco in tutta Europa e che, con a cardine uno e forse il più importante dei principi fondamentali della Croce Rossa, tre anni più tardi, sarà alla base della prima Convenzione di Ginevra, ossia quello di riconoscere la neutralità dei combattenti feriti durante il loro periodo di cura. 

Le convinzioni proclamate da Palasciano furono riprese e sistematizzate grazie al francese Henry Dunant, che può essere considerato a pieno titolo il fondatore della Croce Rossa, oltre che della celeberrima Alleanza delle Unioni Cristiane dei Giovani (YMCA), nata per sua stessa iniziativa nel 1855 a Parigi.

L’esperienza formativa di Dunant arriva in Lombardia, nel pieno della II guerra d'indipendenza italiana, quando egli si trova, in attesa di un colloquio con l’imperatore Francesco Giuseppe, ad assistere ad una delle più tremende e cruente battaglie della storia europea, ossia quella che scoppia a Solferino, il 24 giugno del 1859, durante la II guerra d’indipendenza italiana. 

Dunant rimane sconvolto dal numero impressionante dei feriti e dei morti, ma soprattutto dal fatto che essi vengano abbandonati a loro stessi; parlerà infatti lui stesso di questo evento e dello sgomento dovuto alla visione di più di 40.000 persone giacenti sul campo di battaglia, in un suo libro intitolato “Souvenir de Solferino”. 

In questo libro egli espone il suo proposito che è quello, tramite la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, di creare una Società di soccorso volontario all’interno di ogni Stato, il cui compito sia quello di addestrare personale per l’assistenza dei feriti in guerra, sotto un simbolo di riconoscimento comune, che possa in qualche modo tutelare i volontari facendoli considerare neutrali dalle parti belligeranti.

È in questo contesto che si inserisce, il 22 agosto 1864, durante il periodo del conflitto tra Prussica e Danimarca, la stipula della prima "Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna".  

In tale occasione la croce rossa su sfondo bianco viene adottata quale simbolo di protezione e neutralità riconosciuto a livello internazionale. L'emblema, privo di significato religioso, è scelto invertendo i colori federali della bandiera svizzera, in omaggio al paese ospitante.

Viene stabilita, inoltre, la regola fondamentale secondo la quale "i militari feriti o malati saranno raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano".

Con la Convenzione di Ginevra del 1864 comincia l’affermazione, nel Diritto internazionale umanitario, dei principi umanitari che si affermeranno di lì a poco a livello internazionale.

Da questo momento risultano garantite le attività delle Società Nazionali di soccorso che, sotto l'emblema della croce rossa, sono destinate ad agire come servizio ausiliare della sanità delle forze armate.

La prima revisione di questo documento si ha il 12 agosto 1949, all’indomani del secondo conflitto mondiale. Ne seguiranno poi altre (1949, 1980) volte ad incrementare lo spirito “umanitario” in base al mutato scenario internazionale.

Sede centrale  C.R.I.:

Via Toscana 12  - 00187 ROMA - (RM) 

Telefono: 06/47591

Per maggiori informazioni: www.cri.it

 

 

 

 

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