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L’associazionismo è una cosa seria.
Senza incomodare gli empiristi
inglesi, i vari Blanc, Fourier e Owen e accantonando colpevolmente il
positivismo ottocentesco, non si può comunque trascurare che si tratta di
una dottrina con riferimenti gnoseologici e psicologici.
Riferimenti
religiosi, sociologici e di diritto creano dall’idea di associazione,
(ogni disciplina da un’accezione propria a questa parola) sia essa di
fatto, di interesse, di lavoro, di corporazione, di classe e così via, la
volontà o il bisogno di renderla materiale, di realizzarla concretamente,
ed ecco allora che l'intento comune si realizza.
Già nella Roma
repubblicana, come Gaio testimonia, nelle XII tavole si trova cenno della
"libertà di associazione" e, fatto curioso ed importante, già da allora
era previsto il non contrasto delle leggi associative con quelle in
pubbliche.
Da sempre, possiamo concludere, l’associazionismo conta, è
vivo, serve!
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