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Giustizia: Cos'è e come funziona
funzioni, ambiti ed indicazioni di
massima
Tra le 3 funzioni in cui, grazie
all’idea di Montesquieu, viene suddivisa l’azione dello Stato,
insieme al potere esecutivo e legislativo, troviamo quello
giudiziario.
L’amministrazione della giustizia
si occupa di vari ambiti, si passa da quello amministrativo a quello
contabile compreso quello tributario, da quello militare a quello
ordinario.
Nell’ambito contabile agisce la
Corte dei Conti, mentre in quello tributario l’amministrazione della
giustizia è effettuata dalle Commissioni Tributarie Regionali e
dalle Commissioni Tributarie Distrettuali.
Esistono, nell’ordinamento
italiano, diversi livelli in cui viene espresso un giudizio.
Esistono primo, secondo e terzo grado, quello definitivo, di
giudizio.
Sia accusa che difesa, in un
processo, possono impugnare le sentenze e rivolgersi al grado
successivo di giudizio.
Al primo grado abbiamo una
divisione a seconda dell’età di chi compie il reato e della gravità
dell’effrazione.
Per i reati minori che non
competono alla sfera penale si può andare dal Giudice di Pace.
Il livello successivo è quello
del Pretore. Si tratta di un magistrato che può intervenire fino a
reati puniti con la reclusione fino a 4 anni ed a quelli che vengono
indicati nell'art. 7 del codice di Procedura Penale. Non esiste una
struttura collegiale nel giudizio del Pretore.
Il Tribunale si occupa di tutti i
reati che, essendo minori sono di competenza del Pretore, o
particolarmente gravi che sono di pertinenza della Corte di Assise.
Il Tribunale, nel momento di giudizio, è composto da un Presidente e
due Giudici.
La Corte di Assise si occupa di
reati gravi come ad esempio l’omicidio. La Corte è formata da un
Presidente, un Giudice e i giudici popolari scelti tra i comuni
cittadini.
Un giudizio particolare è
espresso dal Tribunale dei Minorenni che si occupa esclusivamente di
reati commessi dai minori di 18 anni. In questo caso il lavoro dei
giudici viene coadiuvato dal parere di esperti come ad esempio
degli psicologi.
I giudizi del secondo grado si
ricollegano in linea di massima con quelli di primo grado.
In questa maniera abbiamo: la
Corte di Appello, davanti alla quale vengono discusse le sentenze
emesse dal Pretore o dal Tribunale. Sono 3 i giudici che compongono
la Corte di Appello.
La Corte di Assise di Appello,
che si approccia sul lavoro della Corte di Assise;
La Corte di Appello - Sezione
Minori, la corrispondente del Tribunale dei Minorenni.
Il terzo grado di giudizio non
impugna più i vari procedimenti, ma si limita a definire la sentenza
in maniera inattaccabile. Responsabile dell’ultimo grado è la Corte
di Cassazione che ha una unica sede a Roma. |