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Giudice per l’Udienza Preliminare - GUP

Il Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP) lavora per realizzare l’Udienza Preliminare. Si tratta di una parte fondamentale che determina la prosecuzione di tutta una indagine.

È una figura entrata nel nostro ordinamento giudiziario con la riforma del Codice di Procedura Penale del 1988.

Ma cosa è L’udienza preliminare? E perché ha così tanta importanza? Partiamo dall’inizio: l’udienza viene fissata entro 5 giorni da quando il PM ha deposto la richiesta di rinvio giudizio sull’indagato.

Una richiesta di rinvio a giudizio, per essere corretta a norma di legge, e dunque accettata dal GUP, deve rispettare dei punti fondamentali: innanzitutto devono essere chiare le generalità sia di chi ha commesso il reato (ovvero l’imputato) sia di colui che è rimasto offeso dal reato stesso. Dopodiché si passa alla descrizione dell’accusa vera a propria, elencando in maniera chiara i vari articoli dei codici che sono stati disattesi. A sorreggere l’accusa vengono inserite le fonti di prova.

10 giorni prima dell’udienza deve essere notificato ai vari protagonisti dell’udienza il giorno, l’ora e il luogo dove si terrà questo giudizio. Inoltre l’imputato deve essere avvisato che, in caso di una sua mancanza ingiustificata, verrà giudicato in contumacia.

Il PM, intanto, deve trasmettere alla cancelleria del tribunale tutta la documentazione necessaria per il giudizio, in maniera che il difensore dell’imputato, opportunamente avvisato, possa prendere atto delle accuse rivolte al suo assistito, così da poter presentare documenti e nuove memorie difensive.

Entro 3 giorni prima dell’udienza preliminare l’accusato può rinunciare a questa fase di giudizio, chiedendo di passare al rito con giudizio immediato, provvedimento che deve essere poi approvato dal GUP con il decreto di giudizio immediato.

In ogni caso tra il deposito della richiesta di rinvio a giudizio e l’inizio dell’udienza per legge non devono trascorrere più di 30 giorni.

Per aprirsi la discussione del giudizio, devono essere completamente presenti  in aula sia la parte accusante che quella che difende.

Al termine del dibattito il GUP può dare diversi giudizi. Può decidere per la sentenza di non luogo a procedere. Questa decisione viene presa o per mancanza di prove, o se il fatto non sussiste (o non è reato) oppure perché l’imputato non è colui che ha commesso il reato.

Sia il PM che l’imputato possono ricorrere in Cassazione contro questo tipo di sentenza. L’imputato ovviamente può ricorrere esclusivamente quando il giudice parla di insufficienza di prove, cercando di dimostrare, in questa maniera, la sua completa estraneità ai fatti.

Agli antipodi con la sentenza precedente, il GUP può approvare che l’imputato venga posto a giudizio. In questo caso non sono ammessi ricorsi.

Tra le varie sfumature tra queste due sentenze il Giudice può disporre una maggiore ricerca di prove e quindi una prosecuzione delle indagini, in quanto ritiene il lavoro fatto dal PM incompleto.

Diciamo, alla luce di questi dati, che la figura del GUP controlla la legittimità e la completezza delle indagini effettuate dal PM.

Il GUP di ogni indagine fa parte della categoria dei giudici per le indagini preliminare. Quindi tutti gli appartenenti a questo organismo possono occupare il ruolo sia di GIP che di GUP. L’unica limitazione a questo esercizio è che il medesimo soggetto, nello stesso provvedimento, non può agire sia da GIP che da GUP.


 


 

 

 

 

 

 

 

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