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IL REGOLAMENTO EMAS
Con la pubblicazione e la
successiva adozione del regolamento comunitario CEE n. 1836/93 denominato EMAS
(Eco Management Audit Scheme), è nata una nuova concezione della tutela
ambientale per tutte quelle attività produttive che ne intendano accettare i
dettami. Il regolamento EMAS si rivolge, nella sua prima stesura, alle aziende
che si pongono il problema della compatibilità ambientale, al fine di perseguire
uno sviluppo sostenibile che permetta loro di produrre senza entrare in
conflitto con l’ambiente, dichiarando ufficialmente tale volontà alla comunità,
rendendo pubblici i propri obiettivi da raggiungere in termini ambientali. Si è
passati cioè dal concetto di tutela dell’ambiente inteso come "costo" per
l’azienda, ad un concetto di tutela inteso invece come "risorsa economica".
Il concetto fondamentalmente
nuovo del regolamento EMAS consiste nella iscrizione volontaria al registro EMAS
della Comunità Europea. Per le aziende si prospetta così una nuova politica tesa
non solo al rispetto di tutte le normative e leggi vigenti contro
l’inquinamento, ma anche al superamento di queste, mediante l’attuazione di una
politica aziendale che ponga come suo interesse primario quello di fissare nel
tempo determinati obiettivi di qualità ambientali.
L’adesione volontaria al
regolamento EMAS prevede l’applicazione di un sistema gestionale che può essere
riassunto in 5 fasi:
una prima fase detta di
ANALISI AMBIENTALE, in cui l’imprenditore valuta l’impatto ambientale della
propria attività e fissa autonomamente dei limiti di impatto da conseguire,
individuando cioè gli obiettivi più significativi e ragionevolmente
perseguibili su cui cercare di limitare il proprio impatto sull’ambiente;
la seconda fase, detta di
POLITICA AMBIENTALE, prevede l’adozione di un programma teso al conseguimento e
miglioramento degli obiettivi prefissati, definendo risorse, responsabilità e
tempistica nella realizzazione;
la terza fase consiste
nell’implementazione di una POLITICA AMBIENTALE che garantisca l’efficienza di
una struttura organizzativa del tipo Sistema di Gestione Ambientale (SGA), così
come definita nelle norme ISO 14001 (dove ISO sta per International Standard
Organization);
la quarta fase prevede il
riesame periodico del sistema e un’eventuale revisione della POLITICA AMBIENTALE
adottata, laddove si dovesse ravvisare l’inadeguatezza delle misure prese o
l’incapacità dell’intero sistema a raggiungere gli obiettivi assunti;
la quinta fase – infine -
prevede la DICHIARAZIONE AMBIENTALE, ovvero la redazione del documento che rende
pubblico l’impegno ambientale assunto. È questo il documento che, previo esame
da parte di un auditore esterno all’azienda, dovrà essere convalidato e
certificato mediante verifica sia della rispondenza del sistema al regolamento
EMAS, che della effettiva capacità dell’azienda a perseguire gli obiettivi
fissati.
Tutte le aziende certificate
EMAS sono iscritte nel registro europeo EMAS, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea.
A seguito della prevista
revisione da parte della Comunità Europea, è stato varato il Regolamento CE n.
761/2001, detto EMAS II. Questo estende il campo di applicabilità del
regolamento a tutte le organizzazioni, cioè a società, enti, ditte, imprese,
autorità o istituzione o parte o combinazione di essi, controllata o no,
pubblica o privata, che ha amministrazione o funzioni proprie.
Si offre in questo modo agli
stessi Enti locali la possibilità di integrare la tradizionale politica
ambientale, volta al mero controllo del rispetto delle leggi, con quanto
previsto dal regolamento EMAS. In pratica, questo comporta la possibilità per i
singoli Comuni di definire determinati obiettivi ambientali da raggiungere nel
proprio territorio, coinvolgendo le singole attività presenti. L’obiettivo di
prevenire eventuali anomalie o situazioni ambientali critiche potrebbe essere
raggiunto mediante le seguenti azioni:
pianificazione territoriale e
individuazione di obiettivi e responsabilità;
verifica e monitoraggio delle
attività coinvolte;
armonizzazione tra attività
produttive, turistiche e di servizio presenti sul territorio;
partecipazione e consenso dei
cittadini;
gestione delle risorse
ambientali e salvaguardia della loro tipicità;
educazione ambientale della
popolazione;
incentivazioni economiche per
tutte quelle attività che volessero assumere atteggiamenti eco-compatibili.
In termini economici,
attraverso l’adesione al Regolamento EMAS e il coinvolgimento delle diverse
attività produttive, il Comune potrebbe vantare incrementi legati a nuovi flussi
di turismo, nonché alla valorizzazione di prodotti gastronomici locali,
eventualmente a denominazione controllata o garantita.
Non è da sottovalutare infine
la possibilità di prevenire disastri ambientali attraverso politiche ecologiche
volte ad azioni che prevengano, ad esempio, dissesti idrogeologici.
fonte: Correrenelverdeonline
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