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Arbitrato e Conciliazione

Quando si viene a creare una tensione tra diverse aziende, o tra un azienda ed un consumatore, causata a delle dinamiche inerenti il loro rapporto economico, è possibile, per le parti in causa, evitare di rivolgersi all’autorità giudiziaria. Infatti esiste l'opzione che porta la controversia direttamente presso la Camera Arbitrale. Si tratta di un ente organizzato dalla Camera di Commercio della provincia di appartenenza dei protagonisti della controversia.

La Camera arbitrale ha la possibilità di risolvere la controversia in due maniere: l’arbitrato e la conciliazione.

L’arbitrato viene fatto grazie alla designazione da parte della Camera di degli esperti, gli arbitri, appunto, che cercano, con il contributo e la collaborazione di entrambi le parti in causa, di trovare una veloce e soddisfacente soluzione per tutti.

Perché si arrivi all’arbitrato è necessario che nel contratto stipulato da entrambi le parti sia stato espressamente previsto la possibilità di un arbitrato oppure, che le parti si accordino per giungere ad un compromesso arbitrale.

Gli esperti che dirimeranno la questione possono essere scelti dalle parti in causa o si può delegare di tutto la Camera Arbitrale.

Si può preferire il fatto di fare l’arbitrato piuttosto che andare in giudizio perché il raggiungimento della soluzione è più rapido, in quanto chi è chiamato ad esprimere un giudizio è un esperto del merito di cui si sta dibattendo, e poi per il fatto che l'intero provvedimento è maggiormente incentrato sulla reciproca soddisfazione delle parti in causa.

La conciliazione è invece la soluzione di una controversia che si decide di risolvere dietro il controllo di una persona terza, che si pone come un “diplomatico” che cerca di trovare un accordo.

Arrivare alla conciliazione è una scelta volontaria delle parti in causa. Decidere di pervenire a questo tipo di soluzione di una controversia consente alle due parti in causa di trovare una risoluzione al conflitto in cui si trovano che permetta ad entrambi gli elementi di uscire da questa situazione con una situazione patrimoniale migliore.

Il membro nominato per la conciliazione non è, come è stato spiegato in precedenza, un giudice, ma cerca di far firmare un accordo che fungerà da contratto tra i due litiganti. Quindi, seguendo questo metodo non si giungerà ad una sentenza da rispettare, quanto piuttosto alla rinegoziazione di un accordo già esistente cercando di preservare la situazione patrimoniale di tutti i personaggi presenti nella diatriba.


 


 

 

 

 

 

 

 

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